1. FERDINANDO ADORNATO
2. MARIO BACCINI
3. PAOLO BONAIUTI
4. ROBERTO CALDEROLI
5. MASSIMO CORSARO
6. ROBERTO FORMIGONI
7. MAURIZIO GASPARRI
8. GIANNI LETTA
9. MARCO MILANESE
10. LUCA VOLONTE’Lista politici gay: «E' solo una gogna» VIDEO
Per rispetto delle libertà personali non pubblichiamo i nomi.
Sul web è subito polemica: segui il dibattito su Twitter
Nei giorni scorsi è nata una polemica all'interno della stessa comunità Lgbt sull'outing annunciato per oggi.
«Questa operazione così dilettantesca fa male alla battaglia per i diritti civili, azzera un dibattito che bisogna portare avanti con determinazione e serietà. Chi ha ispirato e condiviso questo pasticcio che non porta risultati positivi alle persone lgbt e alla battaglia per i loro diritti dovrebbe assumersene la responsabilità politica». Ivan Scalfarotto, Vicepresidente del Partito democratico, commenta duramente la pubblicazione della lista dei dieci politici di centrodestra. «L'outing condotto con questo pressappochismo - continua Scalfarotto - squalifica l'impegno di tutte quelle persone che nelle associazioni e nei partiti, anche i più ostili, ogni giorno conducono una battaglia politica. Oggi il dibattito e il confronto sulla questione LGBT e sui diritti civili in generale - conclude il Vicepresidente PD - rischia di fare enormi passi indietro, macchiando con il gossip una lotta politica e culturale su temi serissimi e fondamentali per il progresso civile dell'Italia».
«L’outing rappresenta una pratica estrema e violenta che non fa parte della mia cultura politica, ma in questo caso è senza dubbio figlia dell’esasperazione dei cittadini omosessuali e transessuali che ogni giorno sono vessati e costretti a subire discriminazioni inaccettabili e sono cittadini senza alcun diritto». Lo dichiara la deputata Pd, Anna Paola Concia. «Voglio fare un appello, a tutti, sia a coloro che sono a favore, sia a coloro che sono contrari l’outing: non trasformiamo questa vicenda così delicata in una guerra tra bande. Da questa pratica estrema mi piacerebbe che scaturisse una riflessione collettiva su cosa significa la coerenza in politica, quali siano i limiti della privacy per i politici e su come viene percepita l’omosessualità nel nostro paese». «Sono convinta che se si aprisse una riflessione seria e condivisa su questa vicenda, il nostro paese potrebbe uscirne arricchito. Io sono disponibile sin da subito a ragionare su questi tre temi: coerenza in politica, privacy e percezione dell’omosessualita nel nostro paese”.
Condanna da Paolo Patané dell'Arcigay: «Una pagina da operetta: la strombazzatissima lista di politici gay omofobi è stata pubblicata con ben 20 minuti di anticipo, e contiene 10 nomi di politici, nessuna prova, nessuna evidenza della loro omofobia, nessun dossier, nessuna fonte verificata o verificabile, almeno per ora. Alcuni dei nomi sono chiacchierati e, di bocca in bocca, corre la presunzione della loro omosessualità. Alcuni sono molto omofobi, altri non hanno mai espresso pubblicamente il loro pensiero sull'argomento, ma hanno votato contro una timidissima legge contro l'omofobia. Nessuno di loro è politicamente difendibile, ci mancherebbe, ma quello di cui sono oggetto è banale gossip da parte di anonimi. Qui siamo oltre la valutazione dello strumento 'outing', da cui ci siamo da subito discostati in coerenza con la nostra cultura, la nostra tradizione ed i nostri principi, qui siamo di fronte ad un miserevole rigagnolo di pettegolezzi senza fondamento preciso che finisce per ingannare le aspettative delle persone, la loro rabbia e la sofferenza per la mancanza di diritti. L'operazione così conclusa non ha alcun valore ma solo il ridicolo della sua inconsisten za e il cinismo con cui ha giocato sulla stanchezza delle persone lgbt».
Non è piaciuta neanche all'associazione Certi Diritti, dei Radicali, la pubblicazione, su un blog pirata di «un elenco di personalità politiche, presunte gay, e omofobe, su un sito anonimo, depositato all'estero» e lo paragona al vecchio 'caso Boffo'. «L'outing - si legge in una nota dell'associazione - è uno strumento di per sè contraddittorio, utilizzato solo in alcune delle nazioni che sono all'avanguardia nella lotta dei diritti civili di gay e lesbiche, e sempre con risultati ambigui. Siamo certi che se l'Italia fosse stata una nazione capace di trattare con dignità le persone omosessuali (in politica come nelle religioni, nelle istituzioni laiche così come nei media) si poteva risparmiare questo episodio che sicuramente non sarà ricordato come la punta di diamante della conquista dei diritti civili in Italia per le persone gay e lesbiche». «In particolare - si legge ancora nella nota - colpisce l'assoluta mancanza di responsabilità (e addirittura di identità) da parte di chi accusa. Cosa che inoltre fa pensare che le accuse non potranno essere corredate delle necessarie prove, oltre che del contraddittorio che ci si aspetta in simili contesti. Messa così, tutta questa operazione potrà apparire esclusivamente pretestuosa, come già fu per il famoso caso Boffo».
La lista di politici presumibilmente gay apparsa sul web «è il frutto dell'indignazione di chi quotidianamente subisce violenze e insulti». È il commento a caldo di Aurelio Mancuso, esponente del mondo gay italiano, e ispiratore 'morale' della lista pubblicata oggi. A luglio, infatti, Mancuso si era lanciato promettendo «smaschereremo tutti quegli omosessuali invisibili, politici, preti, uomini e donne di potere, che per nascondersi si accaniscono pubblicamente contro le libertà e i diritti delle persone omosessuali». Qualcuno ha colto la sua provocazione, un gruppo anonimo di blogger che ha scritto a Mancuso preannunciando l'iniziativa via mail. «Mi avevano mandato una mail qualche tempo fa- spiega- sembrava uno spam. Annunciavano l'iniziativa della lista che è evidentemente il frutto dell'indignazione. Una indignazione che i leader del movimento gay dovrebbero cogliere. Mi sembra curioso che alcuni abbiano definito l'operazione una 'macchina del fango'. Ma perchè, se uno dice ad un altro che è gay di cosa lo sta accusando? Ci vuole coerenza. Chi difende gli omosessuali deve pensare soprattutto a chi tutti i giorni patisce violenze e discriminazioni, è cacciato da casa e dal lavoro. I dieci politici? Non sono vittime: possono farsi una risata e smentire e amen. Io avrei auspicato una forza comune per arrivare ad un gesto così estremo. Ma oggi i leader del movimento sono in pantofole. C'è un sacco di gente che lavora nelle associazioni, nel volontariato per aiutare il movimento, il problema è la sua conduzione, che oggi non ha strategie. Proprio come accade in politica».
Qualcuno dei politici coinvolti nella lista ha deciso di commentare la notizia. Primo tra tutti, Marco Milanese: «Certe dicerie sul rapporto tra me e Tremonti non mi hanno ferito assolutamente. Anche perché non ci sarebbe nulla di male, se non fossero cose inventate di sana pianta» perchè «se fosse vero, non avrei timore a dirlo». Marco Milanese, intervistato da Klaus Davi, ha negato l'esistenza di rapporti personali particolari con il ministro dell'Economia, derubricando a «pettegolezzi falsi» i boatos diffusi in questo senso. A Davi che gli ha domandato se potessero essere stati i servizi segreti a diffondere quei 'pettegolezzì per calunniarlo, il deputato autsospeso dal Pdl per cui ieri la Camera ha negato l'arresto richiesto dalla Procura di Napoli, ha risposto: «Lo dice lei… Io penso invece che ci sia tanta gente pettegola». E in ogni caso «è tutto falso» anche se ma «non sarebbe un disonore in quanto tale».
«Fantasie malate di personaggi inqualificabili. Non perdete tempo a seguire queste sciocchezze estreme». Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha commentato così la pubblicazione.
«Sono seriamente preoccupato perchè ho già ricevuto un centinaio di telefonate di donne in apprensione, a cominciare da mia moglie Diana». È questo il commento ironico di Mario Baccini, impegnato in una riunione a Milano, dopo aver scoperto di essere stato inserito nella outing list di gay e omofobi.
«A seguito della notizia - ha aggiunto Baccini - mi hanno assicurato che si sta costituendo un comitato femminile per la tutela del maschio latino che lancerà una campagna di adesioni e raccolta firme affinchè l'Unesco mi riconosca come maschio patrimonio dell'umanità».
«Una bufala, cinica e violenta: diffamazione gratuita che non aiuta certo la causa della lotta contro l'omofobia, anzi, fomenta l'intolleranza e, quindi, la violenza. Il ricorso all'idea di »lista«, poi, riporta alla nostra memoria orrori del passato che non si ripeteranno. Tutti coloro che si battono per il rispetto degli omosessuali e dei loro diritti oggi condannano questa iniziativa ritenendola discriminatoria , sbagliata e controproducente: utilizzare il presunto orientamento sessuale come strumento politico è una bassezza». Così il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, sulla pubblicazione, in rete, da parte di anonimi, di una lista di presunti politici omofobi. «Il diritto e la libertà di essere se stessi è un principio fondamentale della Repubblica e tutti dovrebbero rispettarlo» , conclude Carfagna.


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