Per tutti coloro che ad Ustica persero la Vita o chi Amavano (Adam Kadmon a Mistero, Italia 1) 9.10.11
Dedicato a Tutti coloro che hanno perso la Vita, o chi Amavano o la propria
Libertà, per testimoniare la Verità ovunque e su qualsiasi ingiustizia.
Non tutti sanno che esiste una teoria sul perché venne insabbiata la verità sulla strage di Ustica clicca qui
Nel mondo e anche in Italia, ci sono tante Persone di Buona Volontà, che per aver avuto il coraggio o anche semplicemente espresso l'intenzione di testimoniare la verità, hanno subito rappresaglie tali da indurli, pur di proteggere la Vita di chi Amano, ad andare di loro iniziativa in esilio e diventare "invisibili", "fantasmi" senza fissa dimora, "alieni" fra i propri simili, su un pianeta troppo spesso ingrato, ma che Amano con tutto il Cuore.
Non tutti sanno che esiste una teoria sul perché venne insabbiata la verità sulla strage di Ustica clicca qui
Nel mondo e anche in Italia, ci sono tante Persone di Buona Volontà, che per aver avuto il coraggio o anche semplicemente espresso l'intenzione di testimoniare la verità, hanno subito rappresaglie tali da indurli, pur di proteggere la Vita di chi Amano, ad andare di loro iniziativa in esilio e diventare "invisibili", "fantasmi" senza fissa dimora, "alieni" fra i propri simili, su un pianeta troppo spesso ingrato, ma che Amano con tutto il Cuore.
Una di queste persone, a soli 37 anni, riferì alla magistratura la sua
versione dei fatti, su come morirono 81 persone innocenti.
Caro Guglielmo, io, Lilith e gli altri componenti del Team Adam Kadmon,
capiamo cosa significa vivere da "fantasmi", forzatamente lontani dagli affetti,
sentendosi "alieni" sul proprio pianeta, dove a volte il fatto di assistere a
certe verità, anche meno gravi della tua, significa il non poter tornare più
indietro, doversi guardare le spalle, raccontarle con il contagocce, lasciando
il più all'intuizione e al Buon Senso di chi le ascolta.
Ecco perchè noi divulghiamo valori di Altruismo, Agape ed Humanitas e
riteniamo siano l'unica Via con cui gli Esseri Umani e le nuove generazioni
possano migliorare un "Sistema di cose che non Va".
L'Umanità ha il diritto di vivere serena senza che NESSUNO la privi della
libertà o della Vita. Nè per ragioni di Stato, nè per religioni, nè per
qualsiasi altro motivo. Il Sistema è fatto di persone. Come in alto così in
basso. Se le persone migliorano, anche il Sistema migliora. Il "Serpente che si
morde la Coda" è riflesso dell'Umanità che gli batte in petto ♥
Ed è per questo che Ringraziamo chiunque ti stia vicino, lenendo la tua
sofferenza, fra cui Massimiliano e i ragazzi del "David Icke Meet Up".
Chiunque voglia conoscere Guglielmo, lo trova qui:
dove nella sua presentazione si legge:
Ex ufficiale del Tuscania,ex servizi segreti,
TESTIMONE DI USTICA costretto a fare il barbone in San Babila a Milano - i
ragazzi del "david icke meetup" mi aiutano per la connessione,cercate la mia
storia digitando su google: " Guglielmo Sinigaglia"
Ho deciso di raccontarvi proprio la sua storia, attraverso una serie di
articoli usciti negli anni su diversi giornali.
Cominciamo da qui: un estratto di quanto pubblicato su Repubblica, a pagina
21, sezione cronaca, il 6 novembre 1990.
"(...) ha 37 anni. E' stato arruolato nella legione Straniera (...)
matricola numero 155666, nome in codice Licaone (...) Il Dc 9 dell' Itavia è
stato abbattuto per errore. L' ha colpito un missile, lanciato da un Mirage o
più probabilmente da un sottomarino. Entrambi delle Forze armate francesi. Il
tragico errore si compie al culmine di una convulsa e frenetica battaglia
aerea-navale nel basso Tirreno, ingaggiata dopo il fallito tentativo di
distruggere il jet che trasportava Gheddafi da Tripoli a Varsavia. L' operazione
era divisa in due fasi. La prima, nome in codice Tobruk, prevedeva il
rifornimento di armi del Fronte rivoluzionario libico da una base in Sicilia,
Petosino, piccolo centro a dieci chilometri da Mazara del Vallo. La seconda,
nome in codice Eagles run to run, faceva scattare il piano per abbattere il jet
che trasportava il colonnello libico. In Corsica, il legionario si allena a
varie azioni. Eravamo circa duecento, ricorda, tutti del Gole, il Gruppo
operativo Legione straniera. In tre iniziamo a volare con il Nimrod. Il 26
scatta l' allarme. Le centrali operative erano due, a Decimomannu e a Calvi.
Sapevamo che le nostre operazioni erano coordinate da quattro eminenze grigie: i
francesi, gli inglesi, i tedeschi e gli italiani. Alle 18 e 30 del 27 giugno,
mentre eravamo in volo sul Nimrod, arriva il segnale stabilito: L' oiseau y
vole, l'uccello vola, in francese. E cioè che Gheddafi o Jallud erano in volo,
da Tripoli a Varsavia, su un aereo civile. L' abbattimento del jet doveva essere
effettuato da un pilota libico lealista. Dai radar lo vediamo decollare con il
suo Mig. Ma sorge un problema: il caccia non ha carburante sufficiente per
attendere l' obiettivo ed abbatterlo. Scatta allora l' operazione di rincalzo.
Dalla Corsica si alzano tre Mirage francesi con serbatoi supplementari e armati
di missili capaci di centrare il bersaglio anche a 90 chilometri di distanza.
Dalla Foch sarebbero partiti altri aerei di scorta e degli F 104 da Decimomannu.
I Mirage della Foch dovevano soprattutto tenere fuori dall' azione un Airbus
dell' Air France diretto a Barcellona, volo di cui noi eravamo a conoscenza.
Nessuno, invece, ci aveva avvertito del Dc 9 che in quel momento stava volando
da Bologna a Palermo. Dalla portaerei sovietica Kiev, che incrociava nel Golfo
della Sirte, decollano intanto un Mig con i contrassegni libici e uno Yak 36
Stol. A noi ci viene ordinato di abbatterli. L' obiettivo proprio in quel
momento vira verso Malta. Sugli schermi radar noi abbiamo due aerei: uno
sappiamo essere l' Airbus dell' Air France, l' altro crediamo sia il jet con
Gheddafi o Jallud. Invece è il Dc 9 Itavia. Intanto scatta l' ordine di colpire
il Mig e lo Yak. L' ordine riguarda tutti: gli F 104, i Mirage, e anche i
sottomarini che si trovano nella zona. Tre francesi e uno inglese. Il missile è
partito da un mezzo francese, gli unici in grado di centrare anche a distanza l'
obiettivo. L' azione è convulsa, tirano tutti: viene giù un Mirage, ma il pilota
si salva, e viene giù il Dc 9. La testimonianza di Guglielmo Sinigalia termina
qui. L' ultimo capitolo di questa tragedia lo racconta tra i singhiozzi e le
lacrime. Il pilota del DC 9, spiega, è riuscito a far ammarare il suo aereo. La
carlinga ha galleggiato fino alle 5,43 del mattino. Poi, una squadra di
sommozzatori usciti dal sommergibile inglese l' hanno fatta affondare con due
cariche d' esplosivo".
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Qualora qualcuno distrattamente, si chieda perchè la vita di questo
testimone fu segnata per sempre e perchè ha dovuto allontanarsi da chi amava, lo
invitiamo a leggere anche questo articolo (fonte http://blog.oggi.it/news/2010/06/25/ustica-30-anni-dopo-incidenti-suicidi-e-morti-sospette/)
da cui si apprende che:
"Nella sciagura di Ustica non ci sono solo le 81 vittime del DC 9. C’è una
serie di morti sospette e di testimoni scomparsi che lo stesso giudice Rosario
Priore definisce: «Una casistica inquietante. Troppe morti improvvise».Vediamola
questa lista che secondo il magistrato è di una decina di morti strane, ma forse
sono di più.3 agosto 1980 - In un incidente stradale perde la vita il colonnello
Pierangelo Tedoldi che doveva assumere il comando dell’aeroporto di Grosseto.9
maggio 1981 - Stroncato da un infarto muore il giovane capitano Maurizio Gari,
capocontrollore della sala operativa della Difesa aerea a Poggio Ballone. Era di
servizio la sera del disastro.23 gennaio 1983 - In un incidente stradale perde
la vita Giovanni Battista Finetti, sindaco di Grosseto. Aveva ripetutamente
chiesto informazioni ai militari del centro radar di Poggio Ballone.31 marzo
1987 - Viene trovato impiccato (la polizia scientifica dirà «In modo
innaturale») il maresciallo Mario Alberto Dettori, in servizio a Poggio Ballone
la sera del 27 giugno 1980. «Aveva commesso l’imprudenza di rivelare ai
familiari di aver assistito a uno scenario di guerra», ha detto Priore.12 agosto
1988 - Muore in un incidente stradale il maresciallo Ugo Zammarelli. Era in
servizio presso il SIOS (Servizio segreto dell’aeronautica) di Cagliari.28
agosto 1988 - Durante una esibizione delle Frecce Tricolori a Ramstein
(Germania) entrano in collisione e precipitano sulla folla i colonnelli Mario
Naldini e Ivo Nutarelli. Quest’ultimo due giorni dopo doveva essere interrogato
da Priore. La sera del 27 giugno 1980 si erano alzati in volo da Grosseto e
avevano lanciato l’allarme di emergenza generale. Perché? Cosa avevano visto? I
comandi dell’aeronautica militare e la Nato non lo hanno mai rivelato.1°
febbraio 1991 - Viene assassinato il maresciallo Antonio Muzio. Era in servizio
alla torre di controllo di Lamezia Terme quando sulla Sila precipitò il
misterioso Mig libico.13 novembre 1992 - In un incidente stradale muore il
maresciallo Antonio Pagliara, in servizio alla base radar di Otranto.12 gennaio
1993 - A Bruxelles viene assassinato il generale Roberto Boemio. La sua
testimonianza sarebbe stata di grande utilità per la sciagura del DC 9 e per la
caduta del Mig libico sulla Sila. La magistratura belga non ha mai fatto luce
sull’omicidio.21 dicembre 1995 - È trovato impiccato il maresciallo Franco
Parisi. Era di turno la mattina del 18 luglio 1980 (data ufficiale della caduta
del Mig libico sulla Sila) al centro radar di Otranto. Doveva essere ascoltato
come testimone da Priore.
Gian Gavino Sulas
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Penso che a questo punto non occorra una intelligenza superiore o
extraterrestre, per comprendere quale motivo abbia indotto Guglielmo a diventare
un senza tetto e allontanarsi dalle persone che ama.
E' per proteggerle: come fra l'altro riportato da questo articolo scritto
da Enrico Fovanna:
MILANO Era in servizio come colonnello del Sismi la sera del 27 giugno
1980, quando il Dc-9 Itavia precipitò nel mare di Ustica, con le sue 81 vittime.
Oggi Guglielmo Sinigaglia, 46 anni, ex membro di Stay Behind, fa il barbone a
Milano, pur risultando tra gli indagati eccellenti nell'inchiesta del giudice
Priore. Il suo nome è finito nell'elenco degli inquisiti per reticenza, ma certo
oggi lui sembra temere più qualcosa di oscuro e indecifrabile che la semplice
violazione del segreto istruttorio.«Voglio stare ancora con mia moglie sussurra
vedere mio figlio nascere e crescere. Ma quella sera fu guerra, sì, guerra vera.
Priore ha ragione, tutto però finirà nel nulla tra meno di un anno, il 29 giugno
del 2000. I reati militari cadono in prescrizione dopo 20 anni,un giorno e
dodici ore». Corsa contro il tempo, dunque? Nella borsa Guglielmo porta con sè
fotocopie di documenti e tracciati radar, i cui originali sono in mani sicure,
«avvocati e notai che li tirerebbero fuori nel caso mi succedesse qualcosa. Nomi
da far tremare i palazzi romani, e non solo». La carriera che porta Guglielmo
dal Sismi allavita da clochard, comincia trent'anni fa, quando a soli 16 anni
entra all'Accademia Militare di Modena, fiore all'occhiello nella formazione di
giovani 007. Tra i primi per punteggio, viene messo in incubatrice da quello che
allora si chiamava il Sid e addestrato per divenire membro attivo dei servizi
segreti. A 21 anni, entra a tutti glieffetti in Stay Behind, organizzazione
grazie alla quale potrà addestrarsi all'estero con i Seals americani, i giovani
Sbs inglesi(gli stessi che poi un giorno avrebbe indicato come i veri autori
materiali dell'affondamento del DC-9) e la Legione Straniera. In 24 anni di
servizio, da giovane sottotenente otterrà cinquepassaggi di carriera, fino al
grado di colonnello. Ma i suoi guaicominciano nel '93, quando Andreotti, in
seguito ai fatti di via Monte Nevoso, per decreto scioglie sostanzialmente la
struttura, collocandoal di fuori dell'apparato militare tutti i suoi
componenti.Da lì Guglielmo continuerà a rivendicare con testardaggine la propria
posizione, con clamorose, ma vane proteste. Fino all'esaurirsi degli ultimi
risparmi e alla scelta obbligata, vivere di elemosina. Proprio poco dopo aver
messo incinta sua moglie, Diana. Ha una spalla rotta e dolorante, Guglielmo,
pantaloni corti, scarpe da tennis, calzini,canottiera e bendaggio rigido.
Vestito come l'ultimo dei disperati, da quasi sei mesi ha scelto di vivere per
strada, di prendere botte e coltellate, di farsi una doccia a diecimila lire una
volta ogni quindici giorni, di stare lontano dalla donna che gli darà un
figlio,raccogliendo l'elemosina in corso Vittorio Emanuele, sotto le insegne del
cinema Astra. Al suo fianco, fin dall'inizio c'è sempre un collega clochard,
Silvio Diligenti, coetaneo, compagno di sventure ed ex maresciallo della
Folgore. A Guglielmo la spalla l'ha rotta un altro disperato, la notte di un
mese fa. Uno che gli aveva visto tirar fuori un telefonino, quando la moglie
l'aveva chiamato, e che doveva aver pensato: se un barbone ha il cellulare, che
cavolo di barbone sarà mai? E chissà cos'altro nasconde nel portafogli. E invece
no, quel telefonino con scheda ricaricabile era un regalo di sua moglie, Diana
Moffa, che vive a La Spezia. La donna che lo chiama, per sapere come sta, se lui
la ama ancora, se quel figlio lo vedranno insieme, se davvero è ancora deciso a
fare quella vita e fino a quando. Eh sì,perché Guglielmo il barbone, l'ex
colonnello del Sismi che sa molto diquello che avvenne quella notte, ha deciso
di fare il clochard peramore.La strada, per Guglielmo, non è solo dormire sotto
la luna, sul marmodei gradini di una chiesa con la spalla rotta e cercare di
fermare ipassanti con una fase di Esiodo, il primo poeta greco, su un pezzo di
cartone («La vostra indifferenza uccide la nostra speranza»). La strada è
soprattutto violenza. Pochi giorni fa, l'ultima aggressione: uno gnomo vestito
di nero cercadi portargli via la scatola delle scarpe piena di monete,
trentacinquemila lire in tutto. Lui, più alto di mezzo metro e largo il doppio,
prova a reagire, brandendo l'unico braccio a disposizione.In tutta risposta
l'altro gli punta un coltello alla gola. Intanto arriva Silvio, afferra il nano
per le spalle e lo mette faccia a terra, ma nel frattempo una coltellata alla
spalla e una al ginocchio di Guglielmo fanno in tempo ad arrivare lo stesso. «Ci
si può fare una tal guerra tra poveri per l'elemosina?», sbraita ora Guglielmo.E
se parlassimo della guerra, quella vera, che avvenne la sera del 27 giugno sui
cieli di Ustica? Guglielmo Sinigaglia vorrebbe farlo il meno possibile. «Mi
hanno preso troppo a lungo per mitomane». Già interrogato più volte, Guglielmo
ha fornito la sua versione dei fatti:si trattò di un complotto occidentale per
uccidere Gheddafi, chequella stessa sera era partito in aereo da Tripoli, e
insediare inLibia un governo filo-occidentale. Le dichiarazioni, molte delle
qualigià agli atti, scendono poi nel dettaglio. «Qualche politico italianoavvisò
il leader libico, che così atterrò a Malta. Nel frattempo il Dc-9 Itavia si
infilò nell'aerovia denominata «zombie» (che in codice sta per «capo di stato
ostile»), una sorta di corridoio tre chilometriper cinque. Un sottomarino
francese lanciò un missile Standard, concarica di prossimità, che costrinse
l'aereo ad ammarare bruscamente.Sulla superficie fu affondato con esplosivo
Dynagel dagli Sbsinglesi».Ma c'è dell'altro. «La strage di Bologna fu
architettata perdistogliere l'attenzione da Ustica». Da chi? «Fate voi». Cosa
prova quando pensa alle 81 vittime? «Penso che le vittime siano 117». In che
senso? «Aggiungerei i 36 testimoni morti in circostanze misteriose.Uno scivola
sulla buccia di banana sulla scalla del metro a Termini,uno legge il giornale e
non si avvede del paraurti di una macchina, unaltro investito da un bambino di 4
anni col triciclo... Lasciando perdere quelli che si sono impiccati in
casa».
Enrico Fovanna
_________________________
Cominciate a capire?
Guglielmo, uno di tanti eroi invisibili, che per aver fatto il suo dovere,
è stato obbligato a vivere lontano da chi ama, e in condizioni di vita che non
merita.
Che ness

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